Ddl Zan, la libraia della Feltrinelli di Bari: "Sono gay e madre di 2 figli che per lo Stato sono di serie B"

“Io non ho scelto di essere gay, io sono gay”. Rosanna De Mola riprende le parole del deputato Alessandro Zan, contenute nel suo libro “Senza paura” (Piemme), all’indomani dell’affossamento in Senato del disegno di legge che avrebbe tutelato le vittime di omolesbobitransfobia. E De Mola ha voce in capitolo: è una libraia della Feltrinelli di Bari, è sposata con una donna e ha due bambini. “Sono lesbica da sempre – dice quindi in un video – e ho vissuto sulla mia pelle la discriminazione, l’odio, gli insulti. Oggi che sono una donna sposata con un’altra donna e madre di due bambini, mi chiedo se è questo il Paese in cui far crescere i miei figli, un Paese che non li protegge e non li tutela, li considera di serie B nonostante abbiano due genitori che li hanno voluti fortemente”. La sua è una storia, una delle tante che avrebbero visto nell’approvazione del ddl Zan un riconoscimento atteso da troppo tempo. “Il ddl Zan era la voce di tutte le persone che non accettano più di essere insultate, minacciate, picchiate, uccise semplicemente perché esistono”, dice De Mola. E lo scoramento dovuto alla fine di quel disegno di legge non ferma neanche il coordinamento del Bari Pride: "Se pensano di averci affossati, quello che dimenticano è che siamo ovunque. Il cambiamento è già in atto, non c’è tagliola che possa arrestare il corso della storia"
 
di Anna Puricella

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