L'Aquila 10 anni dopo, Guzzanti e Zoro: "La città dev'essere vissuta. Gli aquilani sono testardi e ci provano"

Si chiama "Nati alle 3:32. L'Aquila, cronache dal terremoto", il libro a più voci scritto dai membri dall'omonimo comitato aquilano, protagonista di tante battaglie - la più conosciuta quella del 'popolo delle carriole' - all'indomani del sisma del 6 aprile 2009. Un libro che racconta i primi due anni della gestione dell'emergenza, quelli di Berlusconi e Bertolaso, e che vede la prefazione di due autori di eccezione tanto legati al capoluogo abruzzese: Sabina Guzzanti e Diego Bianchi.
 
"L'Aquila deve continuare ad essere una priorità, non può trasformarsi in passato", è l'appello di Zoro, "quindi ben venga ogni forma di memoria e guai a spegnere i riflettori". La città, però, ha bisogno di essere vissuta, "ha bisogno di tornare ad avere un tessuto sociale che ora è completamene sfasciato", sottolinea l'attrice e regista di un film dedicato proprio ai primi anni post terremoto, "Draquila". Ma gli aquilani sono testardi, ribadisce Guzzanti, e "so che ci proveranno ancora".
 
video di Camilla Romana Bruno

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