10 minuti di letteratura con la Gazzetta - L'Opera in versi di Eugenio Montale

La poesia di uno dei sommi del Novecento viene così raccolta in una silloge che, oltre a fissare nel canzoniere definitivo i termini di un canone che comprende sette libri, include una vasta sezione di varianti e autocommenti che tracciano la genesi del lavoro di Montale. Proprio l’apparato critico, incarnazione ideale del valore dinamico dell’opera letteraria affermato da Contini sin dagli anni ’30 e condiviso nella sostanza dallo stesso Montale, rappresenta nell’auspicio dei curatori il prodromo essenziale per l’opera di esegesi che impegnerà la critica nel quarantennio a venire fino ai giorni nostri. Paolo Marini insegna Filologia italiana all’Università della Tuscia. Si è occupato in prevalenza di letteratura rinascimentale con edizioni di testi e contributi critici relativi ad autori come Aretino, Ariosto, Bibbiena, Cellini, Dolce e Ruscelli. Lavora inoltre su genesi e prima ricezione dell’Opera in versi montaliana. Prima edizione critica della produzione poetica di un autore vivente, l’Opera in versi di Montale pubblicata nei «Millenni» Einaudi nel 1980 è il frutto prezioso della collaborazione tra l’autore e i filologi Gianfranco Contini e Rosanna Bettarini.

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