Mantova, lo psichiatra si fa mago per smontare la creduloneria

Guai a chiamarli giochi, quelli del Mago Henry sono effetti «perché hanno a che fare con la psicologia». E lo stupore è l’emozione più forte che c’è, più ostinata anche dell’avvertenza che i poteri magici non esistono, il futuro non si può prevedere e di ciarlatani il mondo è pieno. Ma che mago è il mago che si autodenuncia prima d’iniziare lo spettacolo? È lo psichiatra Enrico Baraldi, in arte Henry, inciampato nel magico per caso, durante una festa di compleanno dei suoi nipoti, e dal magico rapito. Dieci anni dopo eccolo qui, in Gazzetta, a offrire un assaggio del suo spettacolo, che traduce in scena il manuale minimo di mentalismo pubblicato nel 2018 con la prefazione del Mago Silvan. Al titolo del saggio –“La parapsicologia non esiste” – lo spettacolo aggancia la promessa “Noi la incontreremo”. Il paradosso è soltanto apparente, come la distanza tra il magico e la psicologia.

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