Sudan, le immagini della violenza sfuggono alla censura di Internet

La giunta militare che ha preso il potere a Khartoum ha deciso di usare il pugno di ferro con le organizzazioni di civili che chiedono un governo senza stellette. Dopo la repressione a forza di bastonate e fucilate, con lo sgombero del sit-in e almeno un centinaio di vittime, i militari hanno bloccato internet per impedire agli attivisti di denunciare gli abusi.
 
Ma ogni tanto qualche rivolo di comunicazione si apre: siamo riusciti ad avere qualche immagine girata nei momenti più violenti, con il rumore degli spari, le urla e la fuga dei civili, i feriti e i caduti. Nel primo spezzone video, si sentono gli spari, e la voce di uno degli attivisti che grida: "C'è uno che è stato colpito! Lo hanno ucciso! Sentite tutti! Sparano sulla gente! Ci stanno ammazzando! Ci stanno ammazzando!" In un altro dei video, c'è una scena quasi buffa se non fosse allo stesso tempo tragica. Un soldato con il bastone in mano dice a una signora di passaggio: "Civile o militare?", facendo riferimento alla parola d’ordine degli attivisti, che chiedono appunto un governo civile. La signora intimorita risponde: "Militare!". E il soldato, evidentemente gratificato, replica: "Dio è grande!".
 
Di Giampaolo Cadalanu

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