Genova, la presidente della Commissione parlamentare sul femminicidio: "Il caso Aperitivo con lo Stalker? Dannoso, bisogna stigmatizzare la violenza, non minimizzare"

"Ciò che manca ancora nella nostra società è l’indignazione collettiva per la violenza domestica e di genere, che va riconosciuta presto e stigmatizzata". E in questo senso tesi come quella di Davide Stasi, blogger apertamente critico con la legge sullo stalking, che aveva pubblicizzato il suo "Aperitivo con lo stalker" a Genova addirittura con il logo del comune, "non fanno che peggiorare la percezione sociale del problema". Valeria Valente, senatrice Pd e presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, arrivata per la prima volta a Genova in occasione del dibattito "L’Italia e il femminicidio" organizzato a palazzo Tursi dal gruppo consiliare Pd, torna sul caso Stasi che pochi giorni fa aveva generato polemiche anche oltre i confini della Liguria. E poi fa il quadro della situazione nazionale - in Italia secondo dati Istat 7 milioni di donne hanno subito forme di violenza nella vita, e 3 milioni da parte di partner o ex partner - spiegando che le leggi sullo stalking e sul femminicidio andrebbero meglio applicate, mentre del recente Codice Rosso andrebbero migliorate le misure di protezione, per evitare i casi di violenza anche sulle donne che hanno già denunciato. Poi la situazione ligure: 7 i centri antiviolenza cui le donne possono rivolgersi, un migliaio l’anno i casi presi in carico solo nei 3 centri genovesi, "e la novità è che arrivano sempre più ragazze giovani - spiega la responsabile del centro Mascherona Manuela Caccioni - Segno che il lavoro culturale nelle scuole funzione e la spirale della violenza si interrompe prima di arrivare al matrimonio". Di Giulia Destefanis

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