Premio Luchetta, l'infanzia negata nello sguardo dei fotografi finalisti

Documentano l'infanzia negata gli scatti in gara nell'edizione 2019 del Premio internazionale Marco Luchetta, il riconoscimento in memoria dell'inviato Rai ucciso nel 1994 a Mostar, in Bosnia, insieme ai colleghi Alessandro Ota e Dario D'Angelo. La sezione fotografia - dedicata a Miran Hrovatin, il fotografo e operatore di ripresa triestino assassinato nello stesso anno a Mogadiscio insieme a Ilaria Alpi - raccoglie le immagini realizzate da fotografi di diverse nazionalità e pubblicate su magazine e riviste internazionali. Il fumo nero che copre il cielo iracheno, e quello che infesta la Terra dei fuochi campana, la vita ai margini del quartiere dello shopping di Caracas e la realtà dei campi profughi Rohingya o in Siria. E poi racconti dallo Yemen, dal Ciad, dalle tante zone calde del pianeta dove conflitti, epidemie e povertà impediscono ai bambini di avere un'esistenza serena. Ques'anno il premio va ad Alessio Romenzi per l'immagine pubblicata dall'Espresso e che ritrae un padre in arrivo al check point di Qayyarah, a sud di Mosul: l'uomo tiene strette in braccio le sue bambine, in lontananza si scorgono i pozzi di petrolio dati alle fiamme dai miliziani dell'Isis.
 
Video a cura di Martina Tartaglino

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